Orientarsi al lavoro è qualcosa che va ben oltre la capacità di trovare un’occupazione. E’ un’attività che si rivolge tanto alla conoscenza del mercato del lavoro quanto all’analisi che il soggetto pone verso di sé in termini professionali. Nel gergo lo chiamano il bilancio delle competenze: un percorso che permette di mettere a punto un progetto professionale attraverso l’analisi sistematica delle caratteristiche personali, condotta con l’utilizzo di materiali strutturati quali test e/o schede di autoanalisi (L.Evangelista).

Non mi dilungherò nelle componenti tecniche che delineano tale attività ma vi offrirò piuttosto una serie di considerazioni derivanti da un bellissimo discorso tenuto alla University of Arts di Philadelphia da un talentuoso artista: Neil Gaiman, scrittore, fumettista e giornalista di fama internazionale.

Dal discorso si evincono consigli volti non solo ai giovani che stanno per entrare nella jungla del lavoro ma a tutti coloro che pur lavorando da tempo hanno intenzione di porsi ulteriori interrogativi e riflessioni a riguardo.

In quest’articolo riporto alcuni consigli dell’artista, operando a volte qualche piccola riflessione in merito.

1. QUANDO INIZIATE UNA CARRIERA, SE NON SAPETE COSA STATE FACENDO E DOVE FINIRETE, E’ FANTASTICO

“Chi sa cosa sta facendo conosce le regole e sa cos’è possibile e cosa non lo è. Voi non lo sapete e non dovreste saperlo; se non sapete che è impossibile sarà più facile da fare.”
“E siccome nessuno ha mai provato, non si sono ancora inventati regole per impedirvi di farlo.”

Gaiman offre un’alternativa alla logica degli obiettivi immediati disvelando come dietro il non sapere e le forme indefinite stiano grandi vantaggi fra cui quello di un maggior potenziale di immaginazione dell’obiettivo stesso.

Non sapere cosa faremo apre il campo delle possibilità e consegna al soggetto la capacità di sognare senza dover definire e conoscere a priori.

E’ l’alternativa alla logica predeterminata degli obiettivi che mette in evidenza il percorso lasciando ad esso eventualmente lo spazio per la creazione di un traguardo.

2. SE AVETE UN’IDEA DI COSA FARE ALLORA ANDATE E FATELO

“E sarà più difficile di quello che sembra, e a volte, alla fine, molto più facile di quanto pensaste.”

Gaiman esorta a sapere che spesso ci sono cose che dovrete fare prima di raggiungere ciò che volete. Analizzare i diversi passaggi necessari che diventeranno condizione sine qua non per passare da un meta-obiettivo all’altro risulta quindi necessario.

“Il nostro obiettivo è come una montagna, starà a noi capire quali azioni e quali comportamenti ci avvicineranno e quali ci allontaneranno da essa.”

Avvicinarsi alla montagna sarà quindi il nostro percorso. Chiaramente ci ricorda che a volte, la necessità di nutrirci ed avere i soldi necessari per rispondere alle nostre specifiche esigenze, potrebbe indurci ad allontanarci da essa. Il compito di ogni uomo sarà quello di ponderare queste due spinte al meglio.

3. AFFRONTARE I PROBLEMI DEL FALLIMENTO

 

“Dovrete avere la scorza dura e sapere che non tutti i progetti sopravviveranno.”

I problemi del fallimento, dello sconforto, della disperazione sono forti e dovremo imparare ad accoglierli e sorpassarli. Se le cose che avremo fatto saranno però frutto della nostra passione ci rimarrà quello che di buono abbiamo costruito e quindi uno stimolo per ripartire e non sentirci vuoti.

 

I fallimenti, gli errori, sono il processo necessario per la nostra crescita, e non solo. Molto spesso divengono, se ben osservati, spunti per nuove idee o scoperte rivoluzionarie.

 

4. I PROBLEMI DEL SUCCESSO

 

“I problemi del successo sono reali e se sarete fortunati li proverete.”

Neil notò come alcuni dei suoi amici che avevano avuto successo fossero infelici.

“Non riuscivano più a figurarsi un mondo in cui potessero fare quello che avevano sempre desiderato fare perché ora dovevano guadagnare un tot al mese, soltanto per mantenere il loro status.”

State ben attenti a ciò che desiderate aggiungerei, perché potreste ottenerlo. Cercate di avere una grande immaginazione quando pensate a quale sarà il vostro obiettivo, calcolatene pro e contro e cercate di ridefinirlo su queste considerazioni in base alle vostre caratteristiche e ai vostri bisogni.

 

5. IMPARATE DAGLI ERRORI

 

“Se commettete errori significa che siete là fuori a fare qualcosa.”

Fatene di belli, eccezionali, gloriosi e fantastici. Infrangete le regole e rendete il mondo più interessante al vostro passaggio.

Errare significa passare attraverso, attraverso alla vita che ci è consegnata e può essere espressa dai lavori e i progetti che svolgeremo.

Dagli errori si possono non solo trarre insegnamenti ma anche spunti per nuove scoperte.

 

6. CREATE BUONA ARTE

 

“A volte la vita è dura e le cose vanno male.”

Possono andar male nell’amore, nel lavoro, nell’amicizia, nella salute o in qualche altro campo.

Beh, in questi momenti per Gaiman dovremmo produrre buona arte. Per chi già si approccia e per chi ancora non la conosce, una delle funzioni dell’arte può essere quella della catarsi, quella della trasposizione del pensiero o di un’emozione interna  su un “oggetto” esterno. Il modo per trasformare qualcosa di percepito negativamente (che distrugge, che ci distrugge) in qualcosa di percepito positivamente (che crea).

Dopo un periodo di crisi non rimarranno solo meno lacrime e la forza di aver vinto un momento difficile, ma anche la felicità per l’ “oggetto” artistico prodotto.

 

7. CREATE LA VOSTRA ARTE

 

“Fate cose che solo voi potete fare.
L’istinto iniziale è quello di copiare, e non c’è niente di male.
La maggior parte di noi trova la propria voce solo dopo aver somigliato ad un sacco di altre persone
ma ricordatevi
che l’unica cosa che solo voi avete, siete voi stessi!
La vostra voce, la vostra mente, la vostra visione.
Perciò lavorate, scrivete, disegnate, costruite, giocate, ballate e vivete come solo voi sapete fare.
Nel momento in cui ti sembrerà che anche solo possa darsi che tu stia camminando per strada nudo mostrando troppo del tuo cuore e della tua mente esibendo troppe parti di te. Ecco, in quel momento forse inizi ad essere sulla strada giusta.”

 

8. MANTENERE UN LAVORO IN DUE MOSSE

 

Scherzosamente Neil Gaiman dice che si mantiene un lavoro se:

1.    è ben fatto

2.    la consegna è puntuale

3.    avete una buona relazione con la persona in questione

Dice oltretutto che non sempre sarà necessario mantenerle tutte, ne basteranno due su tre.

Direi che sarebbe sempre meglio operare su tutti e tre i livelli ma capisco che in situazioni difficili e cariche di compiti si possa sottrarre qualcosa a qualcosa. Aggiungerei che l’elemento da sottrarre dovrebbe essere definito in base all’interlocutore (il mandante) e le sue specifiche caratteristiche.

 

9. GODETEVI IL VIAGGIO

 

“Tutto ciò è fantastico, dovresti godertelo”.

Solo ora lo scrittore si rende conto che uno dei migliori consigli che gli fu mai dato -da Stephen King- fu uno dei pochi che fece fatica a seguire.

Spesso è facile perdersi nel flusso della vita. In quelle cose che una dopo l’altra si incastrano e ci incastrano in una visione sempre proiettata al domani, nel futuro. E così ci preoccupiamo per le prossime scadenze, le idee successive, perdendo la capacità di vedere e sentire la bellezza che stiamo costruendo. Che abbiamo costruito.

Credo che certe cose purtroppo si apprendano solo quando il tempo rintocca con più forza sulla linea della nostra vita, che giorno dopo giorno sempre più chiara ci rimembra i limiti di questo corpo.

La preoccupazione e i pensieri spesso ci distolgono dalla possibilità di vedere ciò che abbiamo impedendoci di godere e divertirci con la nostra vita.

Gaiman ci sprona a produrre, a realizzarci, a migliorare questo mondo ricordandoci sempre di non perdere la magia che rende belle e divertenti le cose che facciamo. Saremo capaci di rispondere a questa sfida?

 Alessandro Fortis

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