Tutti noi abbiamo dei sogni. C’è chi da bambino pensava di fare l’astronauta e chi la ballerina. Chi avrebbe voluto salvare il mondo dai cattivi e chi pensava di costruire case sugli alberi. Ci sono persone che oggi vorrebbero costruire grattacieli, aprire ristoranti o realizzare il desiderio di avere una loro fattoria ricca di animali, piante e fiori colorati. Persone che sognano, perché è sognare che ci rende paradossalmente vivi.
Ci hanno insegnato a ripetere la tabellina del tre, intere strofe di poesie e formule matematiche che ci sembravano magiche tanto erano incomprensibili. Ci hanno insegnato la geometria e a ricordarci quali fossero le capitali del mondo. Troppe ragazzi, troppe. E poi a suonare il flauto, cioè il flauto signori, manco dovessimo disinfestare la nostra città dai ratti traghettandoli sino al primo fiume disponibile, quasi fossimo destinati a divenire anche noi pifferai magici.
Qualcuno, oserei dire, ci ha ammaestrato come ligie scimmiette a seguire i loro modelli fisici, altri a disegnare con l’inchiostro a china che maledetto chi lo ha inventato.
Ci hanno addestrato a pensare i pensieri degli altri e a correre per il test di Cooper, pure sotto la neve con una magliettina che nemmeno ai Caraibi l’avremmo messa.
Ci hanno insegnato tante cose, e di molte ne sono riconoscente, ma signori miei, pare brutto a dirsi, non ci hanno insegnato a sognare.
Pochi ci hanno detto che potevamo uscire dai contorni, eliminare le vecchie regole per crearne con fantasia di nuove. Come antichi capitani in cerca di nuove terre. Le nostre fra l’altro.
Potevamo pensare che le nostre idee, pur bizzarre, in quanto nostre e in quanto idee, erano piene di vita e di bellezza come le altre, proprio perché esprimevano con forza e meraviglia tutto quello che ci rappresenta come uomini unici al mondo.
Ma ci hanno detto di no. Ci hanno detto che dovevamo fare come ci era stato detto, e che qualunque altra strada sarebbe stata un errore. Un altro quattro sul compito.
E così, giorno dopo giorno, ci hanno fatto dimenticare i nostri sogni. Perché averne, soprattutto se stravaganti, non era contemplato.
Attimo dopo attimo, aimè, qualcuno ha iniziato a crederci.
I pensieri, che come rondini volavano alti nel cielo, hanno iniziato a pensare che restando a bassa quota avrebbero rischiato di meno.
Perché lo spazio per i sogni alberga solo fra le braccia di Morfeo, mentre qui sta un altro mondo.
Io però ci credo nei sogni.
E non sono il solo.
Nelle classi, nei luoghi e nei cuori delle persone che incontro scorgo talmente tanti sogni che Morfeo impallidisce quando con voce flebile glieli sussurro.
Cosa allora ci impedisce di fare ciò che amiamo?
Cosa ostruisce il flusso dei nostri desideri più nobili e originali?
Oggi di tempo per rispondere a questa domanda non ne ho molto, ma un piccolo ritaglio nel flusso dei miei attimi mi permetterà per lo meno di fare una breve analisi su quella cosa che di sicuro contribuisce a spezzare quelle ali che ci farebbero volare lontano, in quel mondo dove solo i sogni possono osare.
Cosa ci limita vi chiederete?
Le scuse vi rispondo.
Ingannevoli, ladre e truffaldine le scuse si travestono ogni giorno in fatti di cui abbiamo certezza.
Dominano la nostra volontà come nemmeno il miglior ammaestratore di leoni saprebbe fare.
Mangiano e banchettano i nostri desideri con un’ingordigia che mi spaventa solo il pensare quale sofisticato meccanismo umano sia riuscito a darle vita.
Eppure è così.
E lo sappiamo tutti, se per un secondo, un solo secondo, ci guardiamo dentro.
Non presenterò tutte quelle che esistono, perché sicuramente, mentre lo faccio, qualcuno se ne starà inventando una nuova; quasi come quella che questa sera non mi voleva far scrivere.
Eccone alcune invece, quelle che considero come le più frequenti, alcune di quelle che lo psicoterapeuta Wayne W. Dyer elenca nel suo libro “Niente Scuse!”.
Le ho riviste per voi.
Buona lettura, e cercate di non trovare scuse per non leggerle tutte!

1. E’ TROPPO DIFFICILE

Pur sembrando basata sui fatti questa scusa si pone più come una congettura. Mi chiedo se non sia difficile vivere sapendo di non fare quello che amiamo davvero, forse che l’abitudine ci abbia addormentato in questo triste sogno?
I sogni sono sempre difficili da realizzare. Più sono grandi, più difficoltà si presenteranno.
Così è per tutti, nessuno sconto, nessuna scorciatoia per chi ha saputo vincere.
E poi diciamocelo, finché non tenteremo, nemmeno sappiamo quanto sarà difficile farlo. Sono i nostri pensieri a essere pieni di difficoltà, e così li confondiamo con la strada che dovremo percorrere.
Credere che sia troppo difficile significa svalutare il nostro potenziale, dimenticandoci quante persone e risorse potrebbero aiutarci nella nostra impresa.

2. E’ RISCHIOSO

Ogni scelta che operiamo contiene dei rischi.
Allora perché non farlo per un sogno?
L’educazione che abbiamo ricevuto ci ha insegnato a non prenderceli questi rischi. Ci hanno detto che tuffarci da tre metri poteva essere una sciagura, che uscire con certe compagnie ci avrebbe portati a commettere sciocchezze, o che innamorarci di quella tal persona non avrebbe portato a nulla, e la nostra relazione sarebbe finita. Ma non sarebbe comunque finita signori miei, o peggio, mai iniziata? Preferiamo tenerci un lavoro stabile che odiamo piuttosto che correre il rischio di fare quello che desideriamo fare. Perché farlo è peccato, perché rischiare è un tabù ancora oggi, e intanto, giorno dopo giorno, rischiamo che la vita ci scivoli fra le mani, ma questo non ce l’hanno detto.
Ogni volta che usciamo di casa, ogni volta che saliamo sulla macchina, addirittura ogni volta che ci addormentiamo, sotto sotto corriamo un rischio.
E allora perché non agire? Perché non provarci? Perché non decidere che quel rischio forse vale la pena prenderselo, almeno per traghettare un rimpianto in un rimorso, che per come la vedo è di gran lunga molto meglio.
Rischiare di commettere degli errori significa apprendere, imparare la vita e crescere sempre di più. Come non capire però una popolazione abituata a vedere segnati con la biro rossa i propri errori?

3. CI VORRA’ TROPPO TEMPO

Per illustrare questa scusa trovo molto efficace farlo descrivendovi un aneddoto portato dallo stesso autore. La storia narra di uno psichiatra, Murray Banks, e di un suo dialogo con una signora la quale asseriva di non poter riprendere l’università perché una volta terminata sarebbe stata troppo vecchia.
“Quanti anni avrebbe tra cinque anni, una volta conseguita la laurea, se iniziasse a studiare adesso?” le chiese.
“Quarantanove”, replicò la donna.
“E quanti anni avrebbe tra cinque anni se non tornasse a studiare?”.
“Quarantanove”, rispose lei, chiaramente confusa ma con lo sguardo di chi si è reso conto delle scuse create per non elevare la propria vita.
Il tempo diventa un’illusione così facilmente che si trova spesso un modo per non ottenere ciò a cui aneliamo.

4. LA MIA FAMIGLIA NON APPROVEREBBE

Le critiche signori miei.
Quanto le temiamo?
Quanto siamo soggetti all’accondiscendenza altrui, soprattutto dei più cari.
Come se il nostro tempo fosse il loro, di tempo.
L’universo ci ha fatto un dono, non fate che gli altri ve lo possano rubare.
I legami famigliari non vanno indebitamente prolungati.
Non fare ciò che desideriamo per paura di dare preoccupazioni o insoddisfazioni ci rende frustrati, e una persona frustrata cova rabbia nel suo inconscio, che immancabilmente, come un sadico spettro, si rifarà proprio su quelle persone che tanto amiamo, allontanandole e generando ancor più conflitti.
La vostra più grande famiglia è l’umanità, regalatele solo quelle che voi potete creare!
Nessuno possiede nessuno. Né i padri i figli, né i figli i propri padri.
Siamo padroni solo delle nostre idee e dei nostri sogni fuggiti.

5. NON LO MERITO

“L’autostima non è tutto, solo che non vi è nulla senza di lei”, Gloria Steim.
Non convincetevi della vostra nullità, perché se l’universo vi ha creati, sicuramente non ha commesso un errore.
Non credete a chi vi dice che non potete farlo, o a chi vi ha svilito facendovi sentire più piccoli di quei giganti che siete. Erano tutti truffatori!

6. NON E’ NELLA MIA NATURA

Non siete ciò eravate ieri, nemmeno quello che sarete domani.
La natura è un divenire cosmico che come un fiume caleidoscopico muta di forme e di colori.
Oggi, addirittura, l’epigenetica (la scienza oltre la genetica) ci insegna che la nostra scrittura genetica può essere taciuta o espressa in funzione dei nostri comportamenti e dei nostri cambiamenti attitudinali.
Se lo vorrete, e lo bramerete con sincera devozione, sarà la natura stessa a modificarsi per accogliere le vostre ambizioni.
Sempre più le scienze ci mostrano che è proprio l’universo a piegarsi alle nostre intenzioni. Pensate alla cellula. Più cerchiamo e più ne troviamo parti infinitesimamente piccole. E più le cercheremo, più le troveremo.
Perché i creatori siamo noi: dell’universo così come della natura che ci contraddistingue.

7. NON POSSO PERMETTERMELO

Questo grande scoglio, e so quanto sia grande perché non lo nego, si contrappone all’abbondanza di risorse che ci circonda.
Il problema economico è molto spesso un grande ostacolo per chi vuole cambiare le sue sorti.
Il detto “la necessità aguzza l’ingegno” potrebbe stupirvi. La difficoltà economica iniziale nell’intraprendere un nuovo percorso potrebbe ad esempio spazzare via molti vizi o necessità che prima reputavate necessarie.
Ho visto imprenditori squattrinati scovare risorse e strategie dal nulla, proprio quel nulla che prima nemmeno sapevano dove stesse di casa.
Ho visto giovani mettersi in rete, non dormire la sera per accedere a bandi e finanziamenti. Giovani adulti che scoprivano che i finanziamenti non li davano solo le banche, inciampando in piattaforme di Crowdfunding che nemmeno sapevano pronunciare sino pochi attimi prima. E si sono resi conto che la gente è proprio li fuori, e se gli dai qualcosa in cambio, è pronta ad aiutarti, finanziando la vostra idea.
Ricordo una trasmissione, Pechino Express. Ricordo anche di aver sentito dire che per viaggiare bisogna essere ricchi, o per lo meno avere un bel gruzzoletto da parte. Mi chiedo allora come abbiano fatto molti dei concorrenti di questo reality a percorre centinai di chilometri con poche monetine.
Possiamo permetterci tutto, forse l’importante è che iniziate a darvi il permesso per farlo.

8. NESSUNO MI AIUTERA’

Abbiate fiducia.
Il mondo è pieno di persone disposte ad aiutarvi, a condividere gli sforzi per agguantare il vostro medesimo risultato.
Certo forse si nascondono bene, o forse abbiamo bisogno di un bel paio di occhiali, ma chiunque abbia passato la linea dei suoi traguardi non può che confermarvi questa affermazione.
Imparate a chiedere e vi sarà dato.
Ancora oggi ricordo l’affascinante storia di Amanda Palmer, la quale usando l’arte del chiedere, è riuscita con la sua band Grand Theft Orchestra, attraverso lo strumento del crowdfunding, buttandosi nella rete di relazioni costruite negli anni, a raccimolare 1,3 milioni di dollari, quando ne avevano inizialmente chiesti 100.000. E tutto ciò chiedendo alle persone, quelle a cui aveva donato parte della sua arte, di sostenerla in questo sogno.
Solo chi sa di non essere solo è in grado di vedere gli altri!

9. NON E’ MAI SUCCESSO PRIMA

Era irrealistico entrare in una stanza, premere un interruttore e pensare di avere la luce. Fortunatamente Edison la pensava diversamente.
Era irrealistico pensare che si potesse piegare un pezzo di metallo e far volare persone sopra l’oceano in quel pezzo di metallo. Fortunatamente i fratelli Wright la pensavano in un modo diverso.
“Non siate schiavi del vostro passato”, Ralph Waldo Emerson.
Il passato è un’orma che vi lasciate alle spalle, non il sentiero che vi si presenta dinanzi.
La scia di una barca non determina in alcun modo il suo corso.
Capovolgete le logiche trascorse e ridisegnate i vostri percorsi, se non è mai successo non è detto che non debba succedere.

10. NON SONO ABBASTANZA FORTE

Quante volte avete temuto di non poter affrontare una situazione che avete poi risolto?
Quante volte vi siete detti “Non ce la farò mai” e vi siete ritrovati a compiere un successo?
Le vostre forze sono così nascoste che solo l’intenzione e la consapevolezza possono vincere in questo nascondino.
Pensate alla resilienza, la capacità psicologica (ma anche fisica) di far fronte ad eventi traumatici che mai avreste pensato di poter sopportare.
L’essere umano è caratterizzato proprio da questa incredibile attitudine, siatene consapevoli e troverete il coraggio per affrontare le cose apparentemente più difficili.
Cambiate la convinzione di essere deboli, perché i forti sono quelli che pensano di poterlo essere.
Confucio diceva “Chi crede di farcela, e chi crede di non farcela, di solito finiscono per avere entrambi ragione”.

11. LE REGOLE NON LO PERMETTONO

Vorrei citarvi un esperimento fatto anni orsono.
All’ingresso di un edificio la cui facciata era in vetro trasparente, con due porte, avevano affrancato due differenti fogli: uno con l’immagine e la scritta “uomini”, l’altro con quella delle “donne”.
Ebbene, pur essendo due passaggi per entrare nel medesimo posto, le persone tendevano quasi sempre a rispettare la regola assegnata.
Questo ci dimostra quanto spesso, pur reputandole inutili, siamo vittime delle regole che ci vengono imposte.
Spesso va così, e seguiamo indicazioni senza nemmeno chiederci perché ci siano state date.
Seguire le regole a volte può distruggere la nostra originalità e la nostra creatività.
Esse sono si necessarie per una buona convivenza, ma a volte risulta chiaro quanto possano essere deleterie per il nostro sviluppo.
Il trucco è sapere quali regole rompere.
Farlo significa creare innovazione, Einstein lo sapeva bene, e la sua trasgressione è divenuta presto un brillante esempio di scienza e sviluppo.
“Non bisogna mai avere paura di rompere le regole, se è il nostro cuore a chiederlo. Mai temere di destabilizzare un sistema: è nella sua natura la sua necessità di cambiare. Ma soprattutto bisogna trovare il coraggio di esporsi, di osare, di mettersi in gioco: è un dovere dell’artista!”, Giovanni Allegri.

12. HO TROPPA PAURA

La paura è un avvoltoio nero che si ciba dei nostri sogni.
Un virus trasmesso dall’uomo all’uomo con la speranza di non farlo evolvere a piani più alti.
E più avrete paura, più alimenterete la paura stessa.
La paura vi porterà lontano dagli oggetti che la generano, che sembreranno sempre più lontani, consegnandovi l’abbaglio di essere sempre più impotenti.
Ma esiste un regno, pieno di luce, che solo i guerrieri conoscono, dove nemmeno lei osa camminare. E’ quello del coraggio, virtù che solo i greci avevano compreso sorreggere tutte le altre.
La paura di perdere il passato, quella di non conoscere il futuro.
La paura di non riuscire, o di non essere all’altezza della situazione.
La paura è una scusa travestita di nero corvino, un pensiero che simula la realtà al fine di rendervi vermi che non possono che strisciare.
Ma voi siete angeli. Creature che la paura dovrebbero sfidarla, perché signori miei, nessuno è mai morto di paura.
“L’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa”, D. Roosvelt.

Spero che questa disamina possa servire a non prendercene più di scuse, perché il tempo che abbiamo, non è mai stato poco come crediamo!

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