Tutti i giorni ogni impresa, qualunque essa sia, ha a che fare con il più importante obiettivo del suo lavoro: trovare clienti.
All’interno della dimensione del marketing aziendale sono anche altre le direttrici verso le quali si dovrebbero spingere tutte le imprese:

• trovare clienti
• trovare più clienti
• fidelizzare i clienti
• vendere di più (maggiori quantità) ai clienti che abbiamo
• vendere altro ai clienti che abbiamo
• abbassare il tasso di abbandono del cliente

Di base, in ogni caso, ho deciso di sintetizzare in questo breve articolo quelle che a mio avviso sono le principali strategie di marketing per trovare più clienti rispetto a quelli che ora fanno parte del nostro portfolio.

1. Avere un sito web: avere un sito web serve esclusivamente a inserirvi nel web. È di fondamentale importanza essere presenti nella rete ed esserlo nel migliore dei modi. Un buon sito è esteticamente curato, intuitivo, veloce e capace di fornire al cliente le informazioni necessarie. Un buon sito è aggiornato e deve essere in grado di fornire delle call to action, ovvero deve fare in modo – attraverso pulsanti dedicati – che il cliente sia stimolato a compiere delle azioni per: acquistare, iscriversi alla newsletter, sapere di più rispetto a particolari promozioni. Ricordatevi che un sito web, se non opportunamente promosso, sarà solo una vetrina che i più non conosceranno mai. A tal proposito vi offro di seguito le modalità per farlo.
2. Campagna SEO (search engine optimization – ottimizzazione per motori di ricerca): per SEO si intende l’insieme delle strategie volte a raggiungere il vertice della SERP e quindi ad aumentare la visibilità di un sito internet migliorandone la posizione nelle classifiche dei motori di ricerca: Google, Yahoo!, Bing, etc..). Più la SEO sarà valida, più il sito comparirà in cima alla lista dei risultati organici (quelli non acquisiti con campagne a pagamento). Se il vostro sito non comparirà nella prima pagina delle ricerche, o sarà promosso attraverso altre modalità o rimarrà quasi sicuramente sconosciuto ai più. Le attività di SEO includono: nome del dominio, età del dominio, ottimizzazione tecnica/strutturale e di design del sito, qualità, struttura e aggiornamento dei contenuti, link, etc.. Queste sono solo alcune, ma chiaramente sono illustrate in modo incompleto e parziale. Siccome le azioni per migliorare la SEO non sono per nulla banali (forse giusto alcune) è importante adoperarsi della consulenza di uno specialista o, in alternativa, studiare molto bene quali sono le azioni da intraprendere. SEO= visibilità. VISIBILITA’= contatti. CONTATTI= opportunità. OPPORTUNITA’= vendite.
3. Campagna PAR PER CLICK (ad esempio GOOGLE ADWORDS): queste campagne a pagamento ti permettono di far comparire il tuo sito ai vertici della pagina di ricerca relativamente ad una parola scelta e quindi poi ricercata da un ipotetico cliente. Un sito web che usa Google Adwords andrà a collocarsi nella sezione sopra i risultati organici (chiaramente se il cliente ipotetico usa Google come motore di ricerca), oppure nella colonna a destra. Basterà ad esempio cercare psicologo Bergamo per capire come qualcuno sia posizionato ai vertici proprio perché ha scelto queste 2 parole in sequenza. Ogni fruitore di AdWords potrà creare la sua particolare campagna, scegliere il suo preciso target di riferimento (provenienza geografica, età, genere), e cercare le migliori keywords (devono esseri efficaci ma non troppo contese e già usate). Il fruitore del servizio deciderà quanto vuole pagare e quale è il suo budget giornaliero; ogni volta che un utente Google cliccherà sul sull’annuncio pubblicitario (ovvero la sua pagina messa in evidenza) Google scalerà dal budget la somma prestabilita sino ad esaurimento budget. Anche in questo caso le strategie sono più complesse di quello che possono sembrare e che è stato descritto in modo parziale in questo contesto. Il supporto di un professionista potrà esservi molto utile (per lo meno all’inizio).
4. Utilizzo dei social media: un sito che non sia collegato a qualche social media è di base un sito morto. È infatti grazie a questa azione correlata che potremo attrarre utenza sul nostro sito e poi portare le persone a specifiche call to action per comprare ed usufruire dei nostri prodotti o servizi. O per lo meno di contattarci per un primo step conoscitivo. Che sia Facebook, Instagram, Twitter, Youtube, Linkedin o altro dovreste tutti avere uno o più social connessi alla pagina web. L’importante è capire quale sia il più adatto alle vostre esigenze e soprattutto mantenerlo vivo, attivo, aggiornato e orientato ad una precisa strategia di conversione. Avere dei social per il solo gusto di essere presenti non serve a nulla. I social servono a promuovere il vostro prodotto, il vostro brand. Servono a capire meglio l’utenza e dialogare costantemente con loro. I social sono anche un potente veicolo per fare content marketing.
5. Content Marketing: con questo termine intendiamo la creazione e la condivisione di contenuti finalizzati all’acquisizione e al mantenimento di clienti. I contenuti possono essere di diversa natura: articoli, infografiche, guide, seminari, webinar, fotografie, video. Sulla base della loro natura saranno pubblicati su differenti piattaforme social, sul sito stesso o tramite campagne newsletter. Il loro scopo non è direttamente quello di vendere ma di informare il cliente per generare una relazione stabile e fruttuosa. Per informare intendiamo aiutarlo rispetto a problematiche associate al vostro lavoro e quindi alle sue esigenze in tal senso. Se sono un negozio di vestiti i miei contenuti potranno essere consigli sul come vestirsi, aggiornamenti sulle ultime mode, comunicazioni su fiere e eventi del settore così come contenuti utili o storie al centro dei quali però ci sono i nostri particolari indumenti. Lo scopo è quindi quello di attrarre, di aiutare e poi, una volta creata la relazione, di vendere. Potremmo, in una ipotetica strategia, offrire piccoli spunti e informazioni utili e chiedere poi di iscriversi alla newsletter per riceverne di più completi. Con essa (newsletter e contatto specifico del cliente) andremo poi a cercare di vendere qualcosa.
6. Event Marketing: è un evento, una conferenza, una cerimonia, festa, convention o meeting volto ad accrescere la notorietà di una marca. Il suo fine è quello di aumentare in meglio la brand reputation o più semplicemente quello di farsi conoscere e acquisire contatti per il proprio servizio di newsletter o per le proprie pagine social. In taluni casi questi incontri servono anche a fissare appuntamenti o addirittura a vendere il proprio prodotto o servizio
7. Newsletter: è un messaggio di posta elettronica che viene inviato periodicamente a coloro che abbiano dato il consenso per riceverlo. È più efficace di una mail perché ci permette di inviare medesime comunicazioni a gruppi predefiniti senza che questi ricevano la mail dentro un calderone di persone (potrete spedire la stessa mail a 1000 persone ma queste la riceveranno in modo individuale). I servizi di newsletter vi permettono di creare modelli molto efficaci e graficamente validi per poter comunicare ciò che preferite. Hanno molte opzioni interessanti per rendere efficaci le vostre comunicazioni ma per questo vi rimando al nostro articolo specifico. Di base lo scopo di una news è quello di promuovere particolari prodotti, informare di novità commerciali (quali promozioni, nuovi prodotti, fiere o eventi organizzati da voi) così come di fornire informazioni e contenuti utili ad attrarre e consolidare il vostro brand.
8. Sales Letter: in modo molto semplice la potremmo chiamare lettera di vendita. Di solito, e lo consiglio, è prodotto in formato cartaceo. Questo per distinguersi ed emergere dalla moltitudine di messaggi digitali che rischiano, a volte, di passare inosservati. Il suo contenuto serve a narrare, descrivere la vostra impresa e i vostri prodotti/servizi. Il suo intento è quello di farvi conoscere prima di contattare direttamente il cliente (magari in modo telefonico) e incontrarlo di persona per vendergli qualcosa. Attrarlo verso le pagine social, il sito web (dove è possibile vendere e vendersi) possono essere altri scopi della sales letter. Una sales efficace richiede un abile capacità di copywriting, al fine di essere chiara, differenziante, persuasiva ed ingaggiante. A mio avviso richiede anche una grande creatività: per capirne il motivo e saperne di più consiglio di leggere l’articolo relativo ad essa.
9. Pubblicità (Advertising): per pubblicità intendiamo qualsivoglia formula di promozione di un prodotto o servizio attraverso particolari canali a pagamento. Fra essi ricordiamo anzitutto quelle presenti nel mondo fisico: cartelloni pubblicitari, pubblicità sui giornali, alla televisione, al cinema e alla radio. Nel mondo digitale invece esistono: i banner (classici o native), le pubblicità sui social o le newsletter.
10. Portali di intermediazione: Sono portali che hanno l’intento di facilitare la connessione fra domanda e offerta. Alcuni esempi sono Prontopro.it, Dottori.it, Habitissimo.it e simili. Le imprese, gli artigiani o i professionisti (che vendono servizi) si iscrivono sulla piattaforma e in base al tipo di pagamento possono avere una vetrina promozionale più o meno completa. Poi, una volta presenti sul sito, possono essere contattati dagli utenti (privati o aziende) che hanno bisogno del loro servizio.
11. Passaparola: sarà un metodo antico ma sappiamo bene tutti quanto possa funzionare. Soprattutto in alcuni contesti. Tutto ciò ci riporta all’importanza assoluta del trattamento dei nostri clienti che diverranno poi garanti della nostra impresa. Esistono comunque delle strategie più fini per promuovere il passaparola. Pensiamo a tutte quelle aziende che vi premiano con sconti e favoreggiamenti qualora siate in grado di portare un nuovo cliente.

Pare chiaro, a fronte di questa breve disamina, che in questa occasione si siano soltanto elencate alcune vie e in modo approssimativo. Sono però convinto che se solo sapessimo utilizzare al meglio alcune di esse potremmo trovare più clienti rispetto ad una condizione di non utilizzo strategico.
Spesso, occupandomi di formazione, mi rendo conto di come le micro o piccole imprese (ovvero la stragrande maggioranza del nostro paese) non siano 1) a conoscenza dei fatti 2) lo siano ma non abbiano ancora messo in atto delle vere prassi di marketing promozionale.
Cosa aspettate quindi?

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