Leggendo qua e là ho trovato nuovi spunti interessanti a proposito del concetto di leadership. In particolare mi piacerebbe citare Rosalinde Torres, senior partner della società di consulenza Bcg New York e famosa guru della leadership.
Rosalinde è stata consulente di almeno 200 top manager lavorando per tantissime aziende presenti nella lista di Fortune 500 (che classifica le 500 maggiori imprese societarie statunitensi misurate sulla base del loro fatturato).
Dalle sue parole traspare il concetto di una nuova dimensione della leadership, non più descritta come la competenza di un capo eroico e solitario, bensì come la capacità di un soggetto di creare un team di leadership distribuita.
Rispetto al Novecento assistiamo ad un cambiamento significativo, una sorta di evidente aumento della complessità, che richiede uno slittamento dal leader solitario, l’eroe, ad un team di leadership. Questo team deve avere una visione comune che sarà poi estesa a tutta l’organizzazione.
Quindi, primo consiglio:

1) La leadership, può essere ancora individuale, ma a fronte delle nuove complessità diviene più efficace quando viene distribuita, condivisa.

Un altro consiglio è quello, come leader individuali, di chiedersi sempre se le persone sarebbero disposti a seguirci se non avessimo un titolo gerarchicamente più forte di loro. Se così non fosse sappiate che probabilmente, invece che avere dei veri seguaci, sareste seguiti da un codazzo di gente accondiscendente.

2) La vera leadership non ha nulla a che vedere con la vostra posizione gerarchica. Certo, probabilmente sarete CEO, dirigenti o responsabili, ma se vi seguiranno solo per quello non li motiverete mai a dare il 100% per voi. Vi seguiranno solo perché è necessario farlo sino ai limiti in cui si sentono costretti. Un vero leader conquista anima, cuore ed intelletto e smuove le persone verso sogni straordinari mettendole nella condizione di dare tutto di loro stesse.

Ascoltando le sue parole vengono poi rimarcati quelli che sono i tipici errori dei leader. Uno fra tanti? Quello di voler cambiare gli altri ma non se stessi. E così, a ruota, quello di avere grandi obiettivi senza coinvolgere il numero giusto di persone, o quello di non riconoscere le priorità nei processi.

Concluderei con altre 3 caratteristiche della leadership che traspaiono da un suo talk tenuto sul palcoscenico di Ted.

3) Un grande leader effettua costantemente analisi, osservazioni e consultazioni al fine di comprendere al meglio dove ci stiamo dirigendo come società ed economia. Un grande leader sa anticipare i cambiamenti.

4) Un grande leader crea team basati sulla diversità dei componenti. Sicuramente all’inizio questo può creare delle difficoltà ma le risorse e il valore aggiunte di persone aventi cultura, modi di essere, intelligenze e visioni differenti non può che giovare rispetto agli obiettivi generali.

5) Un leader efficace sa abbandonare il passato. È quindi in grado di liberarsi della zavorra di ciò che ha imparato e di quello che funzionava per scombussolare l’esistente e investire in qualcosa di nuovo.

 

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