Cogliendo spunto da una conferenza di Roberto Rasia ho pensato di raggruppare le differenti caratteristiche che costituiscono una comunicazione efficace sotto la lettera S. Ne ho aggiunte anche di nuove, facendo tesoro dei contenuti emersi assieme alle persone durante le mie lezioni.
In questo modo faciliterò il lavoro di rievocazione mnemonica dei contenuti appresi circa le regole di una buona comunicazione, particolarmente utili in alcuni momenti della nostra vita (un colloquio di lavoro, un esame, l’incontro con un cliente importante, un discorso da rivolgere ad una platea, la stesura di un curriculum vitae, la redazione di un articolo o una tesi, la scrittura di una mail o perché no anche un messaggio d’amore).

1. SEMPLICITA’

Siate semplici e comprensibili.
Domate la complessità dell’argomento piuttosto che ostentarla e renderla lontana ai più.
La semplicità e la massima raffinatezza che si possa esprimere.
La semplicità non va confusa con la superficialità e il qualunquismo ma esprime la capacità di ricordarci che, solo ciò che viene compreso dall’interlocutore, può dimostrare la nostra efficacia.

2. SINTESI

Sottraete, eliminate il superfluo e giungete all’essenziale.
La foga e il piacere verso l’argomento trattato potrebbero distogliervi dal ricordare la condizione dell’interlocutore che non sempre possiede il tempo necessario per approfondire un discorso.
Fatelo, ma allo stesso tempo siate esaustivi.
L’attenzione ha delle soglie fisiologiche e la sintesi ne fa tesoro.
Oltretutto le comunicazioni contemporanee sono, sempre più, piccoli flash che ci inducono a bioritmi comunicativi altrettanto veloci.
Non seguire questa regola significa essere noiosi, soporiferi, privando oltretutto di valore il messaggio che volevamo portare.

3. SICUREZZA

Dovete essere sicuri di ciò che dite, come altrimenti potrebbero esserlo gli altri?
Ricordatevi che se non avete una preparazione adeguata non sarà difficile esitare, e il vostro corpo vi potrebbe tradire con segnali inconsci, letti come insicurezza, mancanza di qualità e poca conoscenza dell’argomento.
La sicurezza non si esplicita solo attraverso un’adeguata preparazione ma anche con una buona gestione delle proprie emozioni e un’autostima generale.

4. SOSTENIBILITA’

Avere comunicazioni sostenibili significa poter continuare a mantenerle nel futuro.
Perché un processo sia sostenibile esso deve usare le risorse naturali ad un ritmo tale che possano essere rigenerate naturalmente.
Pensate ad esempio a una persona che mantiene costantemente uno stile fortemente aggressivo. Questo non solo produce dei danni nelle relazioni del soggetto ma ruba energia allo stesso producendo stress. Lo stress a sua volta produce aggressività e velocemente il soggetto potrebbe cadere in una spirale che si avvita su di sé, manifestando disagio in forme e livelli differenti.
Essere sostenibili nelle nostre comunicazione significa aver forte consapevolezza del sistema all’interno del quale siamo inseriti promuovendo armonia e, di conseguenza, il benessere di ogni membro del sistema stesso.
La passività comunicativa, al pari dell’aggressività, risulta insostenibile per il sistema e il soggetto stesso che la agisce.

5. SENSIBILITA’

La sensibilità è la capacità di comprendere le differenze. La possibilità di vedere, ad esempio, una comunicazione non verbale, e da essa trarre spunto per modificare le nostre azioni comunicative successive.
Essa trasforma una risposta di ritorno in un feedback, capace di generare nuove comunicazioni più efficaci per il sistema.
La sensibilità è la capacità di saper distinguere i contesti e le persone, adottando non solo registri linguistici diversi, ma vere e proprie differenti metodologie d’approccio.
Appartiene all’assertività così come all’empatia, producendo una comunicazione sempre attenta al bisogno e logica di tutti i componenti di un sistema.

6. SIMPATIA

La simpatia è un elemento importante quanto può esserlo l’autorevolezza e la determinazione.
Se agita nel momento adeguato, cosa che richiede una certa “sensibilità”, è in grado di creare quell’humus indispensabile a introdurre argomenti più importanti, così come può spezzare momenti di tensione o di forte stress.
Il termine in realtà deriva dal greco e significa “patire insieme” “provare emozioni con”. La simpatia è allora soprattutto l’abilità di percepire in maniera simile all’altra persona una determinata situazione. Essere allineati. Essa indica partecipazione e non va confusa per l’empatia che è invece la capacità di immedesimarsi nei pensieri – emozioni di un’ altra persona.

7. SORRISO

Sorridete e vi apriranno qualunque porta.
Sorridete con sincerità, non fatelo solo verso le persone; il sorriso è un atteggiamento generale nei confronti della vita.
Sorridere vi fa sentire migliori. Sorridere stimola i processi chimici che producono il piacere. Riduce gli ormoni dello stress. E’ contagioso e produce di conseguenza senso di autostima e benessere anche nei vostri interlocutori. Sorridete e aumenteranno le possibilità di vivere in salute e fortuna.

8. SILENZIO

Il silenzio rappresenta l’ascolto e l’ascolto rappresenta il fondamento della comunicazione.
Ascoltare, osservare, analizzare sono le prime azioni da compiere per interagire efficacemente nelle comunicazioni.
Chi non ascolta non ha strategia, non comprende le logiche altre da sé e si avventa nel gioco comunicativo senza comprendere i bisogni e le rappresentazioni dei suoi interlocutori.
Chi non ascolta non sa trasformare uno stile in funzione di nuove risposte o variabili impreviste.

9. SENSATEZZA

I nostri discorsi devono avere un senso, per noi ma soprattutto per l’interlocutore.
Comprendere le sue logiche, le sue intelligenze, la sua personalità risulta quindi un’operazione necessaria.
Le nostre comunicazioni devono essere contestualizzate e comprensibili.
Devono seguire un ordine logico partendo dall’ascolto dell’interlocutore, proponendo poi un’ ipotesi che svilupperemo cercando di confermarla con la logica e gli strumenti in nostro possesso.
Un discorso sensato è un discorso che si affida alla razionalità, alla dimostrazione empirica o alla capacità di mostrare chiaramente le logiche di paradigmi differenti.

10. SINCERITA’

Ognuno di noi dice bugie . Studi recenti dicono che possiamo ricevere dalle 10 alle 200 informazioni false al giorno.
Se da un lato quest’atteggiamento può essere azione volta alla sopravvivenza del soggetto che la produce, altre si configura come azione cattiva che infierisce sull’altro, producendo danni anche nel sistema in cui viene espressa.
Essere sinceri richiede coraggio, ma il coraggio è un’azione necessaria per chi vuole esplicitare qualunque altra virtù.
Essere onesti è un valore antico e nobile, e produce un senso di forza e sicurezza nell’individuo che l’agisce.
Una comunicazione falsa può essere una buona strategia a breve termine, ma per esiti nel lungo periodo sembra essere notevolmente più efficace una condotta sincera.

11. SORPRESA

Sorprendete le persone, dategli quello che non si aspettano!
Capire i bisogni degli altri. Osservarne i più nascosti, i “non detti”, così come anticiparne i futuri, significa fare breccia nelle persone.
Donarsi a loro, e ricevere di conseguenza la loro attenzione.
Il mondo è pieno di persone che fanno quello che gli viene chiesto, rare sono quelle che donano più di ciò che viene domandato, poche che comprendendo le logiche dei loro interlocutori, plasmando la comunicazione in funzione della specifiche nature.
E’ un compito arduo che richiede studio sull’essere umano ed esperienza sul campo.

12. SEDUZIONE

Dal latino se: portar via, separare e ducere: condurre.
Originariamente il concetto non era di certo positivo. Esso rimandava al condurre fuori dal retto cammino. Distogliere dal bene specialmente con astuzie e lusinghe.
Oggi le cose sono cambiate: ci si fa sedurre da un profumo, dalla musica, da qualcosa di bello e attraente, da una persona ricca di fascino.
La seduzione è il fascino che qualcosa o qualcuno esercita su di noi.
Imparare a sedurre non significa solo conquistare una persona con cui desideriamo relazione o intimità, esprime anche la capacità di portare gli altri verso le nostre idee, le nostre emozioni, i nostri sogni o, ad esempio, di assumerci o comprare un nostro prodotto.
La seduzione è anche uno stile che esalta il contenuto mostrandone chiaramente i vantaggi.

Alessandro Fortis

2 risposte a “Le “s” della comunicazione”

  1. MARZIA

    Ciao Alessandro, trovo il tuo articolo davvero interessante ed efficace; le varie “S” sono concetti veri, su cui il più delle volte non mi soffermo, in quanto fanno parte del mio carattere (sorriso, semplicità, sintesi, sensibilità..), non li ho studiati…altri credo si siano evoluti nel tempo, dopo varie esperienze di vita o accadimenti.
    Ti ringrazio per questo scritto, fa sempre riflettere.
    A presto 🙂
    Marzia

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    • Alessandro Fortis

      Ciao Marzia!
      Sono contento che tu abbia apprezzato l’articolo:-) Credo sia un gioco utile per ricordarci che anche una semplice lettera (S) può aiutarci a rendere maggiormente efficaci le nostre comunicazioni.

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