Sin da piccolo la mia storia si divide tra asfalto e terra. La città, incredibile luccicante e tenebrosa, e l’immensità delle montagne dove il mio spirito si riposava e riprendeva le energie perse.
Nel mio alpe, luogo sacro e di tutti, ho imparato la natura. Immensa, immortale e selvaggia, mai avrei detto mi avrebbe dato contributo nei progetti che con amore e intelligenza cerco di portare al mondo.
Oggi sono qui a parlarvi di questo.
Del mio formaggio.. o meglio.. del formaggio che con nobile spirito e tradizione i miei alpeggiatori producono da ormai cento anni.

Ma, detto questo, la domanda risuona come lecita. Che connessione potrebbe mai avere la produzione del formaggio con la leadership??

In questo articolo il mio intento sarà quello di offrirvi questa relazione alquanto strana ma allo stesso tempo efficace.
Partiamo con ordine:

“Il formai de müt, gioiello della val Brembana, marchiato D.o.p. dal 1996, non è un caso”.

Cosa lo contraddistingue in tal senso?
La metafora, elemento assimilato con gioia attraverso il contributo degli psicoterapeuti con cui lavoro, diviene per me oggi uno strumento di eccellenza nel raccontare principi e teorie a volte troppo lontane dall’immaginario comune.

Ed è proprio così che farò. Utilizzerò il formaggio come metafora della Leadership e della buona impresa.

Ora, sapendo che non tutti conoscono ciò che rende tal formaggio un fiore all’occhiello delle nostre valli, mi prodigherò a raccontarvi tal ventura.
Il formai de müt, come dicevo pocanzi d.o.p. della val Brembana, prende tal valore proprio dalle modalità con cui viene prodotto.
Lo scopo di questo articolo sarà quello di offrirvi analogie fra queste caratteristiche che lo rendono eccellente e tutti quei principi che fanno di un uomo un leader di un gruppo e di una impresa una buona azienda.

1. LE MUCCHE: LA BRUNA ALPINA

Le mucche del nostro alpeggio non sono mucche normali. Sono le Brune Alpine, così come prevede la produzione del formai de müt.
La Bruna è tipica della Svizzera e si caratterizza per la sua rusticità e per le ottime capacità di adattamento.
Il rimando alle imprese è quello di scegliere con accurata attenzione le risorse che verranno impiegate nei loro uffici. Spesso, situazioni di carattere di urgenza o una mancata professionalità nella selezione, possono comportare grossi problematiche all’interno di un’impresa, senza considerare i costi utilizzati per la formazione di una risorsa che si rischia poi di perdere per non aver effettuato le giuste considerazioni iniziali. Le grosse aziende, spesso dotate di un reparto risorse umane, sono molto attente a questo processo. L’esperienza in questo reparto di grandi multinazionali mi ha insegnato che a volte sono addirittura necessari 5 passaggi di selezione per valutare una risorsa e la sua collocazione in uno specifico contesto lavorativo. Il consiglio per le piccole imprese è quindi di essere più strategiche in tal senso o di delegare la ricerca e selezione ad enti specializzati. Un piccolo investimento iniziale può equivalere ad impedire una perdita nell’ indomani.
Concludo con l’analogia fra il carattere di adattabilità della suddetta mucca e l’esigenza per qualunque impresa, in riferimento a qualunque ruolo, di cercare sempre più persone non solo tecniche ma molto flessibili e capaci di plasmarsi in base ai cambiamenti determinati anche da condizioni di difficoltà, come quelle climatiche a cui sa ben resistere questa razza meravigliosa.

2. L’ARIA CHE RESPIRANO LE MIE MUCCHE

Il formai de müt può essere prodotto solo nei selvaggi territori della Val Brembana. Qui, fra i 1200 e i 2500 metri, mandriani dal sapore antico e disperso, si prodigano a produrre questo incredibile formaggio.
Le mucche, animali purtroppo ancora visti come semplice cibo o arredo del mondo (aimè), si relazionano con natura e uomo, godendo di un’aria che da qualità al prodotto – che in loro si manifesta nel latte che ci regalano.
L’aria, pulita e incontaminata, produce un aumento della qualità del latte.
La stessa aria che dovrebbero respirare i dipendenti di un’impresa, quella che le mie mucche con allegria inalano dalle loro fauci sentendosi bene e sane.
Un Leader questo deve saper fare.
Generare un clima, delle relazioni, o energie se preferite, che tutti i dipendenti devono poter respirare e vivere. E così deve accertarsi che facciano tutti i membri della sua società. Il risultato sarà un aumento della qualità del loro lavoro, del loro prodotto specifico, così com’è per le mucche.
Se un soggetto aziendale è posto nella condizione di doversi proteggere a causa di un clima avverso, risulta chiaro che parte della sua attenzione sarà rivolta a questo proposito invece che canalizzata al fine di produrre con la massima efficienza ed efficacia possibile. In tal senso è interessante osservare l’analisi di Daniel Goleman nel libro “Menzogna, autoinganno e illusione” all’interno del quale ci offre per l’appunto la dicotomia attenzione-ansia. Al manifestarsi dell’una osserviamo un diminuire dell’altra. Approfondirò però tal argomento in un altro articolo.

3. LA MUNGITURA

Sempre più stuprate da marchingeni si salvano le mie mucche. Ancora, la vecchia arte della mungitura, quella con le mani, gentile ed elegante, contraddistingue questa produzione. Con abile sensibilità ancora i mandriani si prodigano al tocco. Non forte, non meccanico, con totale rispetto afferrano le loro mammelle e, in tutto rispetto, permettono al latte di venire in vita con spontaneità e dolcezza.
Non mi risulta difficile capire che allo stesso modo dovrebbe far un buon imprenditore. Essere dolce, gentile, soprattutto valorizzando con abili gesta tutte quelle risorse che i suoi dipendenti possono fornirgli.
Solo così gli permetterà di sentirsi liberi di raccontarsi, di dare il loro valore aggiunto, regalando il loro “latte” con un gesto spontaneo e naturale.
L’eleganza del tocco, la sua magia, come elemento imprescindibile rispetto alla qualità dell’operato di ciascun membro di una squadra.

4. ALIMENTAZIONE – LE ERBE SPONTANEE, AROMATICHE E TERAPEUTICHE

Che la terra di un alpeggio sia migliore di quella di città non ci vuole molto a capirlo.
Ma in che modo essa contribuisce effettivamente alla qualità di questo prodotto? Presto detto…
Le erbe aromatiche, e per di più, in molti casi terapeutiche, rendono tal formaggio non solo di qualità superiore ma, dimostrato anche da esperimenti di università italiane, un toccasana capace di invertire le tendenze comuni rendendo questo formaggio una medicina per il nostro colesterolo.
Ed è quello che succede quando con totale onestà un formaggio grasso, che in teoria dovrebbe essere nocivo, diviene materia ed energia per il corpo e per l’anima.
Il formaggio si arricchisce di aromaticità e fragranze che il territorio della pianura o, peggio ancora, mangimi di dubbia provenienza, non possono di certo fornire.

Il loro nutrimento – naturale, sano, aromatico e terapeutico – possiamo traslarlo nel modo in cui nutriamo i nostri dipendenti o collaboratori. Dobbiamo informarli e formarli, elargire conoscenza volta a soddisfare la loro fame di sapere e di crescita, ma soprattutto, passargli comunicazioni sane che quotidianamente ingeriscono come se fosse cibo per l’anima e l’intelletto.
Anche gli strumenti di cui li disponiamo solo per loro del cibo. In mancanza di essi, o quando sono obsoleti e insufficienti, promuoviamo un abbattimento dell’efficienza e della loro efficacia.

5. ESSERE LIBERE

In un alpeggio le mucche sono libere. Libere di esprimersi, di muoversi attraverso le dinamiche del loro essere.
E’ chiaro che in un’azienda ci sono e ci devono essere delle regole, ma poter applicare la giusta flessibilità offrendo spazi e momenti di libertà risulta un’azione vincente.
La libertà corrisponde nell’essere umano, un dipendente, anche a quella di espressione.
Se vogliamo crescere come imprese dobbiamo permettere a tutti di offrire il loro contributo. Anche se sono giovani ed hanno meno esperienza di altri. Molto spesso sono propri le menti meno contaminate ad offrire spunti innovativi ed interessanti.

6. IL PROCESSO

La qualità del latte prodotto da una mucca d’alpe dipende in gran parte dagli elementi e dagli approcci che ho appena raccontato. Allo stesso modo la qualità del formaggio che ne deriva dipende da essi e dal processo che viene utilizzato per arrivare a questo obiettivo.
Il periodo in cui viene prodotto (da giugno a settembre) è fondamentale ma non solo, visto che le mucche devono essere rispettate anche nei periodi in cui stanno a valle (buon cibo e mancanza di antibiotici e medicinali malsani).
In questo senso tutto risulta importante, dalle caldaie di rame dove viene riscaldato il latte alle fassere di legno dove viene riposta la mescola. Fondamentale la prima cottura del latte (rigorosamente crudo, intero e a debole acidità naturale; di solito proveniente da due mungiture giornaliere) a circa 36° che precede l’inserimento del caglio. Aspettata circa mezza ora si procede con la sua rottura (che richiede una profonda e antica capacità millimetrica, frutto di sapere ed esperienza). A questo punto si riscalda la cagliata sino a circa 46°/48° per poi agitarlo fuori dal fuoco riponendolo successivamente nelle fassere sopracitate. Dopo lo spurgo del siero (effettuato con le dovute pressature) arriva l’operazione della conservazione, determinata solo dal sale ( da effettuarsi più volte) o dall’immersione in salamoia. Infine si procederà alla stagionatura che può variare da 60 giorni sino a svariati anni, conferendo col passare del tempo sempre più valore e sapore al prodotto.

Le aziende allo stesso modo richiedono oggi un’accurata attenzione a tutti i processi (interni o esterni che siano) che devono essere sempre più efficienti, efficaci e sostenibili possibili.
Questi devono essere misurabili attraverso degli indicatori chiave di prestazione (che potremmo nel piccolo relazionare a tutti i dettagli citati nella produzione del formai de müt).
L’attenzione ai dettagli è essenziale. La pianificazione in questo senso ne è la condizione sine qua non. Anche la nomina di manager supervisori così come la consultazione di esperti esterni, soprattutto in riferimento alle pmi e ai periodi di cambiamento sempre più evidenti, può essere una buona soluzione.

2 risposte a “Leadership e formai de müt”

  1. Richard

    Un articolo molto affascinante. Mentre leggevo si materializzavano di fronte a me le immagini e le gesta dei mandriani dal tocco dolce.
    Ho trovato meravigliosa la connessione che viene fatta tra uomo terra ed animale, Il rispetto di questi tre “elementi” puo` sicuramente portare grossi risultati. Un abbraccio
    Richie

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