“Viviamo in un mondo incredibilmente indaffarato. Il ritmo della nostra vita è spesso frenetico, le nostre menti sono sempre affaccendate e noi siamo continuamente impegnati a fare qualcosa”.
Con queste parole Andy Puddicombe inizia la sua breve ma esaustiva conferenza sul palco di Ted.
Io, d’altro canto, non posso che dargli ragione.
La sua domanda è semplice: “Quand’è stata l’ultima volta che vi siete presi tempo per non fare nulla?”.
Non tanto tempo, anche solo 10 minuti indisturbati.
Quando si usa la parola nulla, quello che intendiamo è nulla. Niente di più.
Niente email, sms, internet, o qualunque altra attività che ci porti all’azione.
Niente cibo, niente tv, nessuna lettura, nessun pensiero sul passato o progettazione per il futuro.
Nulla.
Semplicemente, incredibilmente, pienamente nulla.

Come già ho potuto marcare con la mia scrittura è qui che risiede il potere delle montagne. Il silenzio assordante da cui rifuggiamo ormai troppo spesso.
Qui, come in pochi altri posti al mondo, dove la natura ancora incontaminata urla i suoi silenzi, le persone potrebbero concedersi un beneficio così grande ma così dimenticato da renderlo pressappoco estraneo.
In una società che macina movimento, dove come ingranaggi ci perdiamo nello scorrere del tempo, non si ha tempo per perderlo il tempo.
Eppure, per qualche strana ragione, perdere il tempo corrisponde a prenderselo il tempo.
Un moto inverso e inconsueto che riconsegna al vuoto quella pienezza sostituita da movimenti spesso illusori dell’essere.

La mente, ci ricorda Andy, è la nostra risorsa più preziosa e inestimabile.
Lo strumento attraverso il quale percepiamo ogni istante della nostra vita.
Il crocevia dei nostri pensieri e delle nostre emozioni, l’origine dei nostri atteggiamenti e dei nostri comportamenti, verso noi stessi e verso gli altri.
La mente da cui dipendiamo per essere concentrati, creativi e spontanei. Quella che ci permette di dare il nostro meglio in tutto ciò che facciamo.

Eppure, non ci concediamo mai il tempo per prendercene cura.
Il tempo lo dedichiamo per occuparci della nostra macchina, dei nostri vestiti o del nuovo mobilio che potrebbe fare la differenza nella nuova casa.
Il risultato a volte si chiama stress.
Quando la mente “gira vorticosamente come una lavatrice”, la confusione e la distrazione albergano nella nostra “casa”.
Essere distratti significa non accorgerci di noi e del mondo.
Dimenticare ciò che è davvero importante.

Spesso i pensieri infestano la nostra mente e di pari natura le emozioni la colonizzano rendendoci schiavi rispetto a ciò di cui dovremmo essere direttori.
Qualcuno questi pensieri li scaccia con il lavoro. Altri rivolgendosi a qualche caro. Taluno con droghe e medicine, qualcun altro con il sesso.

Mindfulness significa non essere persi nei propri pensieri.
Non essere distratti o peggio ancora sopraffatti da emozioni radioattive.
Essere nel qui ed ora è uno dei presupposti di questa tecnica che, pur emergendo in Occidente negli anni 70, trova la sua origine già duemilacinquecento anni fa, proprio quando Siddharta Gautama, una volta illuminato, iniziò ad insegnare il buddhismo al nostro mondo.

Povero presente, sottovalutato e intrappolato nell’eterna lotta fra i costrutti artificiali del passato e del futuro.
Povero presente, piegato come un ramo abbattuto da un pensiero che scivola qua e la in cerca di un rifugio che ingannevole ci mente di continuo.

Il presente è un presente. Un dono che ci viene concesso. Per questo forse si chiama così.
Sembra così ordinario che quando ci rendiamo conto di che sia non può che rivestirsi dello straordinario.

Secondo una ricerca di Harvard la nostra mente è in media persa nei suoi pensieri per circa il 47 percento del tempo.
La domanda è: “Siamo forse qui ad inseguire per quasi metà della nostra vita i nostri pensieri?”.
Se poi capiamo che spesso questo ci porta ad essere infelici la risposta non pare strano che sia negativa.

Mindulness è una tecnica scientificamente provata, funzionale e realizzabile, che permette alla nostra mente di essere più sana, più attenta e meno distratta.
Può richiedere 10 minuti al giorno o per qualcuno, con l’impratichirsi, anche più tempo, ma la cosa essenziale è che al di la dello spazio concesso i suoi effetti si possono riversare e riflettere in tutti i campi delle nostre giornate.

Meditare è anche familiarizzare con il presente.

Meditare non significa necessariamente smettere di pensare, sbarazzandoci delle emozioni per controllare la nostra mente.

Mindfulness è un “passo indietro” quando ogni giorno ne facciamo mille avanti.
Mi ricorda le montagne dove al guadagnare tempo sostituisco con piacere il perderlo. L’abbandonarlo e lasciarlo libero di volare. Di vivere. Di esistere insieme a me.

Mindfulness è vedere chiaramente i nostri pensieri.
Li guardiamo venire ed andare. Spostarsi a destra e poi a sinistra, a volte lasciando il passo ad immagini o sensazioni che altrettanto solo dobbiamo osservare. Senza giudicare, ma con la mente rilassata e concentrata, renderli chiari alla nostra analisi introspettiva.

Se ci concentriamo troppo sui nostri pensieri non possiamo interagire con il mondo e difficilmente lo osserveremo per come ci si presenta. Allo stesso tempo se ci rilassiamo troppo mentre interagiamo con il mondo, non abbiamo modo di focalizzarci sui nostri pensieri, con il rischio di non accorgercene o farli cadere.

Nella vita come nella meditazione ci sono momenti in cui la concentrazione è troppo intensa, e tutto diviene frenetico, stressante, complicato, pesante e avido di energie, che poi, una dopo l’altra, rischiano di finire rendendo il nostro sistema non sostenibile.

Nella vita come nella meditazione ci sono anche momenti in cui siamo troppo rilassati, con il rischio di addormentarci e non splendere come dovremmo.

Mindfulness è ricerca di un equilibrio.
Un rilassamento focalizzato in cui possiamo permettere ai pensieri di andare e venire, senza tutte le solite complicazioni.
Analisi senza giudizio.
Osservazione senza contaminazione.

A volte, nel tenue azzurro di una mente libera, un pensiero non invitato senza chiedere o bussare varca la soglia della nostra “casa”.
Ci perturba, ci fa preoccupare.
Ci da la sensazione di non esserci accorti che “quella tal cosa” ci stava per recare un disagio.
E più gli lasciamo aria, più questo pensiero della stessa aria si nutre. Crescendo e crescendo fin quando così tanta ansia ruba quell’aria che mancando ci soffoca e lascia attoniti. Prima ancora di rendercene conto siamo in ansia per il fatto di sentirci in ansia.
Il pensiero che si sovrappone al pensiero. Un’emozione che si sdraia sopra un’altra emozione.
Abbiamo un problema e continuiamo a pensarci. E più lo facciamo più cresce, vertiginosamente, proporzionalmente ad ogni minimo sollecito del pensiero stesso che lo invoca di continuo.

Mindfulness è un valido aiuto a liberarci da questi intrecci e schemi mentali.

E’ la montagna sacra che ti piega come un filo d’erba ricordandoti che nel silenzio, nella contemplazione senza giudizio, sta una calma nascosta che per scovarla forse un po’ dobbiamo soffrire.

Tutti possono applicarsi alla Mindfulness, ma questo non significa sia una passeggiata.
La mia breve e giovane esperienza mi insegna quanto a volte mi sia difficile fermarmi e concentrarmi in questo esercizio. Quanto a volte il corpo si opponga al mio sforzo non è una sensazione per me sconosciuta.
Quante persone, forse meno predisposte, ho visto rifiutarla o cadere nello sconforto iniziale per la difficoltà che in parte risiede in questo nuovo movimento immobile.
Come in ogni cosa si deve avere però coraggio, volontà e perseveranza, caratteristiche fondamentali per intraprendere un percorso serio in questa direzione.
Il risultato non tarderà ad offrirsi.

Il “passo indietro” che propone la Mindfulness ci permette di avere una prospettiva diversa di ciò che alberga nella nostra mente.
“Non possiamo cambiare ogni cosa che accade nelle nostre vite, ma possiamo cambiare il modo in cui la percepiamo”.

Concedete almeno dieci minuti delle vostre giornate a questa pratica,
prendete confidenza con il presente,
e vi sarà regalata concentrazione, calma e chiarezza nella vostra vita.

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