È iniziato un nuovo anno, il 2016, e sempre più è necessaria una relazione fra educazione ambientale e sviluppo d’impresa. Questi due mondi, apparentemente distanti, sembrerebbero invece unirsi attraverso pratiche esperienziali utili allo sviluppo delle aziende e dei gruppi che operano in esse.

Quest’articolo, più che dare delle risposte al crescente bisogno di sostenibilità, vuole essere un tentativo di connessione tra:

• La necessità di EDUCAZIONE AMBIENTALE fin dalla prima infanzia, anche alla luce del tentativo, appena avvenuto a Parigi, del raggiungimento da parte di 190 nazioni, di un accordo globale sulla riduzione dei cambiamenti climatici. Questo sommovimento globale non può essere un semplice atteggiamento paternalistico calato dall’alto da chi governa e ricevuto passivamente. Deve essere una prova, uno sforzo per ognuno di noi nella costruzione di una coscienza ambientale globale. Una presa d’atto delle nostre personali responsabilità nella situazione climatica mondiale. La didattica deve aiutare alla comprensione del nostro ruolo all’interno della sinergia globale.

• La LEAN STRATEGY: ovvero ri-disegnare la strategia aziendale in tempi di crisi. Quest’ultima è una filosofia che mira a minimizzare gli sprechi fino ad annullarli, per snellire al massimo la produzione d’impresa e ridurre così anche il costo finale del prodotto. L’aggettivo snello va inteso proprio in quest’accezione: ottenere di più con il minimo sforzo, evitare gli sprechi dissennati nelle attività delle aziende, non ripetere più gli errori del passato rilavorando qualcosa già fatto da altri ed evitare di dare al cliente ciò che non ha chiesto. Qual è allora lo spreco più grande in un’azienda?
“La differenza tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare”: vincere l’incapacità di valorizzare appieno il potenziale umano, partendo da se stessi.
Le aziende hanno la consapevolezza che esiste un legame crescente tra le green practices e il successo. In breve, la sostenibilità cessa di essere meramente ambientale e allarga i suoi confini al modello di business “sostenibile” dell’impresa.

• Il TERRITORIO nel quale viviamo attraverso la conoscenza della flora e della fauna caratteristiche della Terra. È importante rafforzare il nostro rapporto con il luogo in cui viviamo e i suoi paesaggi, con la finalità di riconoscere i rapporti di ogni parte con il tutto (intendere l’ambiente per ciò che è: un insieme di relazioni dinamiche) e di influire affinché l’armonia regni fra tutti gli elementi che lo compongono (compresi noi stessi).
Le aziende possono, oggi, decidere di partecipare a giornate di formazione esperienziale basate su metodi innovativi, che permettono lo sviluppo di tutte le loro componenti, dei differenti gruppi di lavoro e dei risultati partendo da concetti come coscienza ecologica, sostenibilità e promozione di comportamenti responsabili.

1. COSCIENZA ECOLOGICA:

è basata sulla conoscenza dei fattori antropici e naturali che caratterizzano il nostro territorio e vede l’ambiente come una sfera di cui l’uomo è parte integrante, non un’entità separata, ma interamente interconnessa con l’ambiente circostante, così come ogni persona che compone un’impresa non è sconnessa dall’impresa stessa. Il sentirsi valorizzato è fondamentale per il corretto funzionamento dell’azienda e permette al dipendente di aumentare la sua voglia di collaborazione, di avere iniziative, di potenziare se stesso e aumentare così la propria produttività, perché il sentirsi bene e soddisfatti aumenta ogni tipo di prestazione: mentale e fisica.
E come si raggiunge questa coscienza?
Educando e formando le persone a divenire protagoniste del cambiamento.
Un’esperienza indimenticabile nella natura, attraverso una profonda esperienza sensoriale ed emozionale, è ciò su cui si basano queste tecniche innovative di educazione ambientale di origine centroeuropea e americana. L’applicazione di queste tecniche richiede indubbiamente capacità di progettazione, animazione e role-playing. Giochi e attività che portano le persone ad interagire nell’ambiente naturale stimolando sensi e riflessioni in modo mirato. Da questo tipo di esperienza ci si può attendere, oltre alla raccolta di dati e riflessioni sul paesaggio, un reale cambiamento nelle persone capaci di accogliere con convinzione indicazioni per corretti stili di vita in termini di sostenibilità.

2. SOSTENIBILITA’:

sia ambientale che aziendale. È ormai evidente come la “green practice” e la sostenibilità ambientale siano collegate alle performance e al successo di un’impresa. Si tratta di una sfida imprenditoriale e organizzativa sempre più importante, che le aziende italiane stanno iniziando ad affrontare rendendo i propri processi più efficienti-lean e investendo in sostenibilità.

3. PROMOZIONE COMPORTAMENTI RESPONSABILI:

con didattiche mirate e con corsi di formazione per i dipendenti che creino una coscienza volta al cambiamento totale dello stile di vita, favorendo condotte e riflessioni sulla relazione uomo – ambiente.

I concetti generali sopra riportati possono essere lo spunto per reali attività, ad esempio in alpeggio: un luogo dove mettere alla prova se stessi attraverso un’esperienza volta a dar valore all’ambiente che ci circonda. Non un apprendimento nozionistico e passivo, bensì l’acquisizione di competenze concrete e reali attraverso working groups immersi nel verde delle nostre montagne.
Avere un ruolo attivo in un gruppo, non solo aumenta l’autostima e la fiducia in se stessi, ma promuove un forte senso d’appartenenza, che può essere traslato anche in un’azienda.
Come detto nell’incipit, quest’articolo non pone una soluzione per lo sviluppo sostenibile, ma vuole essere una piccola base teorica da cui partire per la costruzione di risposte reali e innovative ai problemi del presente.

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