Al fine di migliorare la vostra capacità di comunicazione in pubblico ho pensato di lasciarvi questa breve guida capace di racchiudere quelle che reputo le variabili fondamentali da tenere in considerazione durante le vostre performance.

 

Anzitutto vorrei consegnarvi 3 parole che arrivano dalla storia Greca, per l’esattezza dalla Retorica Aristotelica, libro dedicato all’oratore con l’intento di migliorare i propri discorsi.

 

PATHOS: la componente irrazionale del discorso. La capacità di emozionarsi e di fare emozionare i propri ascoltatori. Viene facilitato attraverso l’utilizzo di metafore, aneddoti o intercalari efficaci. In generale si produce quando si è appassionati verso i contenuti che vengono riportati.

 

ETHOS: nella Retorica l’accezione di questa parola si riferisce alla competenza e alla conoscenza dell’oratore. Promuove la credibilità e l’autorità del comunicatore. Studiate al meglio i vostri discorsi insieme a tutto ciò che può essere correlato e di sostegno ad essi. Esercitatevi nel ripeterli e imparate poi anche a dimenticarli per non essere mai meccanici e poco spontanei.

 

LOGOS: il logos riguarda l’argomentazione del discorso. Costituisce la parte razionale e fa appello alla logica per poter dimostrare una certa ipotesi.

 

A queste ne aggiungerei una quarta.

 

SIMPATHOS: syn (insieme, con) e pathos (passione, sentire). Si è simpatici quando l’altro sente condiviso il proprio sentire, non quando si fanno battute. In questo modo si è in grado di entrare in sintonia (capacità di accordare il sistema ricevente con quello trasmittente) favorendo la capacità di convincere l’interlocutore.

 

Proseguirei ora con qualche breve disamina di altre variabili che sarà utile considerare all’interno dei vostri discorsi.

 

STRUTTURA DI UN DISCORSO: ricordatevi sempre che un discorso è costituito da incipit, corpo (o sviluppo, argomentazione) e conclusione. Non tralasciate nessuna di queste parti e dedicate a ciascuna di esse il giusto tempo.

 

GESTIONE DEL TEMPO: il tempo è una variabile soggettiva, per questo potrebbe scivolarvi fra le mani o apparirvi più lungo del previsto. Il consiglio è quello di suddividere il vostro discorso in diverse parti e assegnare ad ognuna di queste un tempo predefinito. Esercitatevi successivamente a mantenere il tempo dedicato a ciascuna porzione con il beneficio di piccoli imprevisti che potrebbero prolungarla durante la vostra performance.

 

GESTIONE DELLE EMOZIONI: le emozioni fanno parte della nostra identità di esseri umani. Ci fanno gioire così come rattristare. Potrebbero essere utili all’interno di un nostro discorso così come immensi ostacoli capaci persino di annebbiarci e farci dimenticare quanto studiato. Daniel Goleman, psicologo statunitense, ha più volte ribadito che un soggetto in preda all’ansia non è in grado di prestare attenzione o di ricordare elementi utili al momento significativo. Il consiglio è quello di esercitarsi in condizioni che potrebbero generare emozioni difficili, in modo da migliorare, in luoghi protetti, le vostre capacità di gestirle nel momento della performance decisiva.

 

COMUNICAZIONE PARA-VERBALE: la nostra comunicazione non è fatta solo di parole. Il tono, il ritmo e il volume sono solo alcuni elementi altrettanto importanti in grado di evitare la produzione di discorsi monotoni e poco coinvolgenti. Alzare il volume della voce in un momento significativo può aiutare il pubblico a prestare maggiore attenzione così come variare il ritmo può definire momenti più profondi e rilevanti da altri meno significativi.

 

COMUNICAZIONE NON VERBALE: anche il linguaggio del nostro corpo riveste un ruolo fondamentale. Il modo in cui ci muoviamo in uno spazio, come muoviamo le nostre mani o quanto siamo in grado di coinvolgere e destare attenzione dirigendo il nostro sguardo possono fare la differenza. Analizzate al meglio questa dimensione della comunicazione e imparerete a gestire un livello che spesso è anche più potente delle parole stesse.

 

GRAMMATICA, SINTASSI E LESSICO: Non commettete errori grammaticali! La sintassi è una parte di essa, è la branca della linguistica che studia i diversi modi in cui le parole si uniscono tra loro per formare una proposizione e i vari modi in cui le proposizioni si collegano per formare un discorso; porvi attenzione nei vostri discorsi sarà fondamentale. Altrettanto lo sarà ad esempio coniugare nel giusto modo i verbi. Anche il lessico, ovvero l’appropriatezza delle parole che utilizzerete farà la differenza. All’interno di un discorso risulterà chiaramente una capacità fondamentale ed essere mancanti porterebbe ad una significativa perdita di credibilità.

 

FILLER RIEMPITIVI: corrispondono a tutte quelle parole o fonemi che risultano accessori all’interno del nostro discorso, inquinandolo e rendendolo meno attrattivo. Fra questi ricordiamo: “Allora, emm, mmm, aaa, no/ niente (all’inizio di una frase)” e in generale tutte quelle parole o suoni che non hanno valore effettivo rispetto a quello che stiamo comunicando.

 

USO DELLE PAUSE E DEI SILENZI: Lasciano spazio alla riflessione e spesso accentuano l’importanza posta su un particolare argomento o termine comunicato. Servono anche a dare ritmo e a favorire l’ascolto.

 

STILE: è necessario apprendere al meglio tutte le indicazioni date, con l’attenzione a non farle divenire strumento limitante rispetto al vostro stile personale. Ogni persona ha una propria identità ed è bene che questa emerga consegnando unicità e originalità ai vostri discorsi. Il rischio è quello di produrre comunicazioni sterili e poco credibili.

 

STORYTELLING: Le persone sono più attratte dalle storie che da semplici descrizioni. E’ il modo attraverso il quale trasferiamo i nostri contenuti sin dall’antichità. Narrare una storia significa coinvolgere più aree del nostro cervello stimolando curiosità, emozioni e suspense.

 

IRONIA: L’ironia coinvolge, sdrammatizza, fa ridere e di conseguenza attiva le nostre cascate chimiche causa del benessere e del piacere. Chi fa sorridere, in modo intelligente e mai esagerato o volgare, attira a sé i propri interlocutori attribuendo quella leggerezza che sa rendere anche un discorso di un certo spessore più vicino ed appetibile.

 

TECNOLOGIA: usare dei supporti informatici può essere di grande aiuto. Anzitutto perché ci potrebbero aiutare nella gestione del nostro discorso (il tempo, la sequenza, etc..) e in secondo luogo perché immagini o brevi video possono dare più completezza ai nostri contenuti, rimarcando che i nuovi linguaggi, ormai assimilati quotidianamente da tutti, non possono essere esclusi dalle nostre strategie operative.

 

PERSUASIONE: ricordatevi che una comunicazione si può definire efficace nel momento in cui è in grado di con-vincere l’interlocutore. Tutto il resto è storia. Persuadere non significa manipolare, ma dare valide argomentazioni in grado di traghettare il vostro ascoltatore dalla sua idea iniziale verso quella che proponete. Lo farà se sarete in grado di offrire benefici rispetto alle sue condizioni iniziali.

 

In ogni caso ricordatevi sempre che una buona comunicazione prevede:

 

  1. Di conoscere a fondo il proprio interlocutore (o la propria platea), la sua mappa mentale (o visione del mondo) e soprattutto i suoi bisogni e cosa avrà compreso del nostro discorso.
  2. Di sapere dove vogliamo portare questa persona (o persone), cosa desideriamo faccia per noi.
  3. Di essere ben sicuri sul “cosa vogliamo trasmettere”.
  4. Di conoscere a fondo come vogliamo trasferire il nostro contenuto, con quali supporti e quali strategie operative.
  5. Di chiederci se all’interlocutore piacerà il nostro discorso, proprio in virtù della sua conoscenza, e quanto rimarrà nella sua memoria e lo colpirà davvero sulla base di ciò che abbiamo cercato di trasferire.

 

 

Ci sarebbero altre componenti da poter considerare, e sicuramente quelle toccate sono state appena accennate. Credo però che sia un buono spunto e uno strumento utile al vostro esercizio personale. Con questo mi auguro che il vostro lavoro vada al meglio.

 

 

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